5 errori tipici nei progetti con totem touch e come evitarli

13 Gennaio 2026
errori nei progetti con totem touchscreen

Molti progetti di totem touch e digital signage partono con grandi aspettative, ma nella pratica finiscono per essere poco utilizzati o addirittura ignorati. I dispositivi vengono installati, accesi… e poi lasciati lì, come semplici elementi di arredo tecnologico.
Il problema raramente è la tecnologia.
Più spesso è una mancanza di progettazione dell’esperienza: obiettivi poco chiari, interfacce inadatte, contenuti non pensati per il contesto reale.
Progettare un totem touch efficace significa progettare un touchpoint digitale, non solo installare un hardware.

Non a caso, le applicazioni di maggior successo — come i chioschi self-service di McDonald’s o i sistemi di orientamento negli aeroporti internazionali — dimostrano che il valore del totem nasce dalla progettazione del touchpoint, non dall’hardware.

Vediamo i 5 errori più comuni nei progetti con totem interattivi — e come evitarli.

 

Errore 1 – Pensare al totem solo come “hardware”

Uno degli errori più frequenti è considerare il totem touch come un semplice oggetto fisico: si sceglie il modello in base a prezzo, dimensioni o design, senza una reale strategia di utilizzo.
Il risultato è un totem esteticamente corretto ma privo di funzione reale, che non genera interazioni, dati o valore misurabile.

Segnale tipico:
il totem è acceso, visibile, ma viene usato pochissimo o solo in modo sporadico.

Come evitarlo:

  • Partire dagli obiettivi di business, non dal dispositivo: ridurre le code, fornire informazioni, generare lead, supportare il personale, orientare i flussi.
  • Definire KPI chiari fin dall’inizio (numero di interazioni, tempo medio di utilizzo, azioni completate, contatti raccolti).
  • Progettare il totem come un canale digitale misurabile, non come un progetto una tantum.

 

Errore 2 – Interfaccia confusa e poco “touch friendly”

Molti totem interattivi adottano interfacce pensate per desktop o siti web tradizionali: testi piccoli, pulsanti ravvicinati, menu complessi.
Ma un totem si usa in piedi, spesso di fretta, in ambienti affollati o rumorosi. In questi contesti, ogni frizione diventa un ostacolo.

Segnale tipico:
gli utenti iniziano l’interazione ma abbandonano dopo pochi secondi.

Gli esempi più efficaci — come i chioschi self-order o i totem di orientamento negli aeroporti — mostrano interfacce estremamente semplificate, con percorsi guidati e scelte ridotte al minim

Come evitarlo:

  • Progettare una UX specifica per totem touch: pochi passaggi, pulsanti grandi, linguaggio chiaro e diretto, percorsi guidati.
  • Ridurre al minimo le scelte contemporanee: meno opzioni, più chiarezza.
  • Testare l’interfaccia con utenti reali (clienti, visitatori, personale interno), osservando dove si bloccano o esitano prima del go-live.

 

Errore 3 – Contenuti statici, generici o non aggiornati

Un totem touch nasce come strumento interattivo, ma spesso viene riempito con contenuti statici: video aziendali, presentazioni istituzionali, messaggi promozionali sempre uguali.
In questo modo il totem perde rapidamente valore e viene percepito come un semplice schermo pubblicitario.

Segnale tipico:
dopo le prime settimane, l’interesse cala drasticamente.

Nei punti vendita di Decathlon — i touchpoint digitali funzionano perché offrono servizi utili: ricerca prodotti, disponibilità, informazioni tecniche, supporto all’acquisto.

Come evitarlo:

  • Progettare contenuti specifici per il totem: micro-servizi, mappe, wayfinding, configuratori, FAQ operative, prenotazioni, check-in.
  • Pensare al contenuto come a un servizio, non come a una vetrina.
  • Pianificare un calendario editoriale di digital signage, con aggiornamenti coerenti con stagionalità, campagne e contesto fisico.

 

Errore 4 – Posizionamento e contesto d’uso sbagliati

Anche il miglior totem interattivo fallisce se collocato nel posto sbagliato: aree poco visibili, riflessi sullo schermo, scarsa illuminazione, passaggi stretti o mancanza di indicazioni chiare.
In altri casi il totem è ben visibile, ma non è integrato nel percorso naturale dell’utente.

Segnale tipico:
le persone passano davanti al totem senza notarlo o senza capire cosa fare.

Nei grandi hub di trasporto — come aeroporti e stazioni — i totem touch funzionano perché sono posizionati nei punti di reale bisogno: dove le persone si fermano, aspettano o cercano informazioni.

Come evitarlo:

  • Analizzare il customer journey fisico: dove le persone si fermano, dove chiedono informazioni, dove si creano attese o code.
  • Posizionare il totem nei punti di reale bisogno, non solo dove “sta bene”.
  • Curare la segnaletica e il linguaggio visivo: messaggi semplici (“tocca lo schermo”, “cerca qui”, “fai il check-in”), icone chiare e coerenza con il brand.

 

Errore 5 – Sottovalutare manutenzione, assistenza e analisi dei dati

Molti progetti di totem interattivi non prevedono un piano strutturato di manutenzione, monitoraggio e analisi dei dati.
Quando qualcosa non funziona, i tempi di intervento si allungano e, soprattutto, si perde l’occasione di capire cosa sta davvero funzionando per l’utente.

Segnale tipico:
il totem resta inutilizzato per giorni o settimane senza che nessuno se ne accorga.

Nei contesti corporate più strutturati, i totem di reception e check-in sono integrati in processi misurabili: tempi di accesso, flussi, utilizzo reale.

Come evitarlo:

  • Prevedere monitoraggio e supporto continuo: controllo remoto, aggiornamenti software, verifica delle performance, del touch e della connettività.
  • Analizzare i dati di utilizzo (tocchi, percorsi, schermate più consultate, abbandoni).
  • Utilizzare queste informazioni per migliorare continuamente interfaccia e contenuti, trasformando il totem in un canale vivo ed evolutivo.

 

Il vero errore da evitare: pensare al totem come a un progetto “finito”

Le applicazioni di maggior successo — dalla ristorazione al retail, fino agli spazi pubblici e corporate — dimostrano che un totem efficace è un canale evolutivo.
Migliora nel tempo, si adatta ai comportamenti reali delle persone e cresce grazie ai dati.
Trattarlo come un’installazione statica significa rinunciare alla parte più preziosa del suo potenziale.

 

Il totem interattivo è solo il punto di partenza

Fornire un totem non significa risolvere un problema. Il vero valore nasce quando il progetto viene disegnato attorno al cliente: ai suoi flussi, ai suoi spazi, ai suoi obiettivi operativi e di comunicazione.

L’integrazione tra hardware, software, contenuti e dati è ciò che trasforma un totem in un touchpoint digitale efficace, adottato dagli utenti e migliorabile nel tempo.
È questo approccio progettuale che distingue una soluzione duratura da una semplice installazione.

 

 

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Stai valutando un totem touch?

Prima di scegliere hardware, interfaccia o contenuti, vale la pena fare un passo indietro e ragionare sul progetto nel suo insieme. Un confronto con un esperto aiuta a chiarire obiettivi, contesto d’uso e impatto reale, evitando errori che emergono solo dopo l’installazione.
Parla con un nostro consulente e valuta il progetto con maggiore consapevolezza.

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